11.29.11

Victoria by Victoria Beckham

Victoria Beckham ha fondato nel 2008 la sua prima casa di moda. Nessuno credeva in lei, molti pensavano ad un capriccio temporaneo con relativo flop e invece è stato, ed è, un successo. Oggi le sue collezioni, amatassime dalle star, sono in vendita on line anche in Italia. Al centro della sua ispirazione come lei stessa dice e da lei stessa si evince guardando le sue immagini la  silhouette   femminile che deve essere aggraziata, sottile e soprattutto asciutta (vedi la collezione denim e poi muori!) Gli abiti minimal ricordano tanto gli anni 70 sia per forme, tagli  che abbinamento di colori. Le scarpe sempre altissime e con plateaux in diversi materiali e per tutti i momenti della giornata (sì vanno benissimo anche per fare jogging all’aria aperta e portare a spasso la bambina, in braccio, ovviamente). La linea “eyewear” propone occhiali da sole a mascherina con lenti scure per donne stilose e con un velo di mistero ma anche modelli pù leggeri, stilosissimi e molto femminili. Il sito si chiude con la sezione accessori dove si trovano anche alcune borse. I prezzi sono un pò alti e le taglie un pò piccole per noi comuni mortali ma a me lei piace, piace davvero tanto il suo essere particolare e sempre curata anche nel suo essere eccessiva come perfezione e magrezza. Il sito lo trovate qui per lo shopping cliccate direttamente qui

11.29.11

Il mio blog

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11.23.11

Essere gentili rende belli e sani

[tube]http://www.youtube.com/watch?v=FJSMSyEfMNI[/tube]

 

Una ricerca condotta dalla London School of  Hygiene and Tropical Medicine ha scoperto che gentilezza e igiene vanno di pari passo. Chi ti saluta sempre con un sorriso, ti offre il posto sul tram o ti aiuta se ti incontra con le borse della spesa è più profumato, curato e sano di chi non ritiene necessario farlo. Di conseguenza è emerso che l’igiene e la cura della propria persona combacia con l’educazione e le buone maniere che sfociano nella salute fisica di ogni persona. Una persona gentile è quindi più curata pulita ed educata di chi non riesce a comportarsi civilmente con il prossimo. Se non bastasse chi tiene alla propria igiene solitamente è anche una persona ordinata. Chi è ordinato ha anche due volte e mezzo di probabilità in più di avere una buona salute e rischia meno degli altri di prendersi un raffreddore. Insomma, se non lo si è conviene diventare gentili almeno per essere più sani e di conseguenza più belli e puliti che non guasta mai.

11.22.11

The Twilight Saga: Breaking Dawn – Parte Prima

Il primo libro della saga di “the Twilight” capitò tra le mie mani per sbaglio. Mia sorella l’aveva acquistato attratta dalla copertina per rifilarmelo tre pagine dopo dicendomi che non era proprio il suo genere. Io ne restai affascinata e in pochissimo tempo acquistai e lessi tutti gli altri libri avendo una vera crisi di panico quando, finito il secondo volume in tempi record, il terzo non era ancora disponibile e dovevo AtteNdere! Quando finalmente la storia approdò al cinema per me fu gioia immensa. Trascinai il mio compagno a via di suppliche ed eccomi al cinema ogni anno, nel mese di novembre all’incirca tra il 15 e il 18 per godermi il mio amato vampire-film. Leggere una storia è sempre più emozionante che vederla proiettata in uno schermo, quindi andata preparata senza troppe aspettative e tutto sommato ho apprezzato come questo fantasy è stato rappresentato al cinema, eccezion fatta per qualche ridicolaggine tipo la parrucca di jacob in Twilight, i continui sguardi assenti di Bella, Edward che si tappa il naso in classe in preda ai conati di vomito (mentre in realtà cerca di trattenere il respiro per non sentire l’odore irresistibile del sangue di Bella e mangiarsela ancora prima di conoscerla stroncando la carriera della Meyer). Se mi fossi fermata qui mi sarei potuta definire soddisfatta, non entusiasta ma soddisfatta purtroppo però anche questo 18 novembre mi sono recata al cinema con il mio amato compagno e un bel contenitore da 3 kg e mezzo di pop corn per godermi la visione del mio vampire-film dell’anno. La storia la sappiamo più o meno tutti quindi non ho paura di raccontarvi ciò che ho visto per rovinarvi la sorpresa. Il problema è che non so se riesco a farlo senza usare parole del tipo oddio cheschifo, oddio mivomito, ti prego fa che finisca, manodaicheschifoo, il tutto innaffiato da lacrime e lacrime che ho versato per quella povera creatura che da neosposina strafiga si trasforma in una vecchietta scheletrica che affronta una gravidanza terribile che stroncherebbe anche la donna con il senso di maternità della Madonna in carne e ossa. Mentre ero tra quelle poltrone pensavo al pubblico formato per la maggioranza da adolescenti impazzite venute ad assitere al film solo per vedere il loro beniamino sexy vampiro che dubito sogneranno di incontrare dopo quello che è riuscto a fare ad una povera ragazza sol per averla trombata spostata e amata. Nel romanzo Breaking Dawn è il testo più forte in assoluto. A parer mio però per dividere il film in due parti e poter allungare i tempi hanno esagerato con alcune scene che sono risultate sgradevoli e trasformano il genere da fantasy a puro Horror. Insomma posso dire di aver davvero trovato migliore la  versione di Davidekyo e il prossimo anno quasi sicuramente il 18 novembre al cinema ci sarà una poltrona vuota: la mia!

11.22.11

The Twilight Saga: Breaking Dawn – Parte Prima

Il primo libro della saga di “the Twilight” capitò tra le mie mani per sbaglio. Mia sorella l’aveva acquistato attratta dalla copertina per rifilarmelo tre pagine dopo dicendomi che non era proprio il suo genere. Io ne restai affascinata e in pochissimo tempo acquistai e lessi tutti gli altri libri avendo una vera crisi di panico quando, finito il secondo volume in tempi record, il terzo non era ancora disponibile e dovevo AtteNdere! Quando finalmente la storia approdò al cinema per me fu gioia immensa. Trascinai il mio compagno a via di suppliche ed eccomi al cinema ogni anno, nel mese di novembre all’incirca tra il 15 e il 18 per godermi il mio amato vampire-film. Leggere una storia è sempre più emozionante che vederla proiettata in uno schermo, quindi andata preparata senza troppe aspettative e tutto sommato ho apprezzato come questo fantasy è stato rappresentato al cinema, eccezion fatta per qualche ridicolaggine tipo la parrucca di jacob in Twilight, i continui sguardi assenti di Bella, Edward che si tappa il naso in classe in preda ai conati di vomito (mentre in realtà cerca di trattenere il respiro per non sentire l’odore irresistibile del sangue di Bella e mangiarsela ancora prima di conoscerla stroncando la carriera della Meyer). Se mi fossi fermata qui mi sarei potuta definire soddisfatta, non entusiasta ma soddisfatta purtroppo però anche questo 18 novembre mi sono recata al cinema con il mio amato compagno e un bel contenitore da 3 kg e mezzo di pop corn per godermi la visione del mio vampire-film dell’anno. La storia la sappiamo più o meno tutti quindi non ho paura di raccontarvi ciò che ho visto per rovinarvi la sorpresa. Il problema è che non so se riesco a farlo senza usare parole del tipo oddio cheschifo, oddio mivomito, ti prego fa che finisca, manodaicheschifoo, il tutto innaffiato da lacrime e lacrime che ho versato per quella povera creatura che da neosposina strafiga si trasforma in una vecchietta scheletrica che affronta una gravidanza terribile che stroncherebbe anche la donna con il senso di maternità della Madonna in carne e ossa. Mentre ero tra quelle poltrone pensavo al pubblico formato per la maggioranza da adolescenti impazzite venute ad assitere al film solo per vedere il loro beniamino sexy vampiro che dubito sogneranno di incontrare dopo quello che è riuscto a fare ad una povera ragazza sol per averla trombata spostata e amata. Nel romanzo Breaking Dawn è il testo più forte in assoluto. A parer mio però per dividere il film in due parti e poter allungare i tempi hanno esagerato con alcune scene che sono risultate sgradevoli e trasformano il genere da fantasy a puro Horror. Insomma posso dire di aver davvero trovato migliore la  versione di Davidekyo e il prossimo anno quasi sicuramente il 18 novembre al cinema ci sarà una poltrona vuota: la mia!

11.18.11

Il governo Monti: tra le priorità lavoro, donne e politiche sociali.

Nel suo primo discorso al Parlamento, Mario Monti è stato chiaro: donne, lavoro e politiche sociali sono obiettivi prioritari. E sono, in particolare, i punti fermi sui quali lavorerà Elsa Fornero, il ministro del Lavoro e del Welfare con delega alle Pari Opportunità, per portare avanti quelle riforme tanto attese dalle italiane. Gli argomenti trattati sono stati i seguenti:

  • Il lavoro femminile: perché pari opportunità vuol dire soprattutto avere le stesse possibilità degli uomini di trovare un lavoro, mantenerlo e soprattutto essere tutelate per il contributo che si da alla società tramite il lavoro e la produzione che ne deriva. Fra le donne inattive, più della metà dichiara che uno dei motivi per cui si smette anche solo di cercare un lavoro è la scarsa flessibilità di orari e delle modalità lavorative
  • Incentivare il flextime: la settimana corta, il telelavoro e le banche del tempo con incentivi per le assunzioni femminili, assegni per le famiglie che hanno molti figli ed eque agevolazioni fiscali a seconda del reddito.
  • Gli asili nido che  in Italia mancano quasi del tutto e  dove si ci preoccupa della scuola a partire dai tre anni in sù.
  • Congedo di paternità: ovvero dare ai papà lo stesso diritto delle mamme di poter stare a casa con il nascituro nei primi mesi di vita. Situazione essenziale per la famiglia e i rapporti di coppia, nonché diritto leggittimo di ogni papà quello di potersi godere il tanto atteso nuovo componente del nucleo familiare.

La situazione attuale della donna, diciamoci la verità, è disastrosa. Credo che non si debba essere felici se qualcuno adesso se ne preoccupa ma si deve sperare che si riesca davvero a fare qualcosa (e in fretta) e che non rimangano solo parole e pensieri. Lavorare per una donna significa, allo stato attuale, accontentarsi di fare ciò che capita nei modi che vengono imposti. Questo equivale a stare fuori giornate intere per stipendi miseri (con cui non puoi certo pagare un asilo nido privato) potendosi avvalere solo dei genitori e dei parenti più stretti (quando e se ci sono) per accudire i figli piccoli che in questo  modo crescono male con un senso di abbandono profondo e di visione negativa del lavoro stesso. Spesso, nonostante le donne accettino lavori precari, mal pagati e con orari terribili da gestire rischiano di essere cacciate al primo cambio di vento, alla prima difficoltà o peggio vengono escluse a priori durante i colloqui. Assumere una mamma è visto come un problema, una perdita per l’azienda. Cosa serve davvero alle donne per avvicinarsi al mondo del lavoro? Per prima cosa si deve capire che le famiglie necessitano di due stipendi. La vita è troppo cara per poter sopravvivere con un solo stipendio anche se medio. Capire che il lavoro di entrambi è un diritto per la coppia che ne accresce la forza e stimola la creazione di una famiglia vera e propria. Se si lavora in due si hanno più possibilità economiche per mantenere uno o più figli. Capire che diventare genitori è un diritto sacrosanto di ogni giovane coppia, che aspettare un figlio è un lieto evento che si deve poter affrontare con la serenità di un lavoro sicuro alle spalle per entrambi i genitori, capire che entrambi i genitori necessitano di tutela e hanno il diritto ad essere assistiti proprio perché sono diventati genitori e contribuiscono all’aumento della popolazione. Il mondo del lavoro deve avere bisogno delle donne e non vederle come ostacoli, come personale-peso. La donna deve poter lavorare in un ambiente non ostile, dove il giorno in cui scopri di aspettare un bambino puoi condividere la gioia con i tuoi colleghi ed il tuo capo e non nascondere la gravidanza finchè ti è fisicamente possibile per paura di essere cacciata. Al mondo del lavoro servono le strutture per prendersi cura delle donne e di quello che il ruolo di donna comporta. Orari di lavoro che coincidono con quelli degli asili nido pubblici dove ci deve essere spazio sufficiente per tutti i bambini, insiegnanti adeguati e servizi idonei al fine di tutelare lo sviluppo e la crescita dei bimbi e la serenità dei genitori che lavorano. Strutture anche all’interno dell’azienda che permettano alle mamme di allattarei figli nei primi mesi di vita, negli orari dovuti al fine di permettere alla mamma di rientrare serenamente a lavoro e poter adempiere anche al compito di madre. Permessi garantiti a entrambi i genitori di poter stare a casa se i figli necessitano di cure mediche (assumere personale a sufficienza per essere sempre coperti anche in assenza di uno o due dipendenti. Abbolire il ruolo di “tuttofare” che spesso viene affidato alla donna all’interno di un ‘attività ma assumere una donna con un ruolo preciso, un lavoro chiaro da svolgere, un impiego di valore che accresca la donna come persona.

 L’Italia vive un momento difficile. I primi segni di cambiamento sembrano arrivare. Spero che con il passare delle settimane quello che si sta progettando inizi a prendere forma e che si rivaluti finalmente l’essenza vera della donna massacrata dagli  ultimi eventi che spero si possano archiviare tra le cose da dimenticare.

11.15.11

SCIALLA (stai sereno)

In uscita nelle sale cinematografiche, il 18 novembre prossimo, un film che non vedo l’ora di vedere Scialla (stai sereno). Il regista Francesco Bruni sceglie un bellissimo cast dove troviamo attori come: Fabrizio Bentivoglio, Barbara Bobulova, Filippo Scicchitano e tanti altri. La storia è ambientata a Roma e racconta in chiave reale e moderna l’incontro tra un uomo sobrio, colto Bruno Beltrame (interpretato da Bentivoglio), rinchiuso nel suo mondo privato tra l’insegnamento, il suo sapere, i suoi libri e un giovane sedicenne di nome Luca (interpretato da Scicchitano) romano fino al midollo, che vive la vita con le incertezze dei ragazzi di oggi, tra le scorribande con gli amci, i dubbi per il futuro, la scuola. Luca come molti giovani ama l’hip-hop, la strada passa le giornate in giro con la solita compagnia, parla in gergo romanaccio (caratteristica che il regista amplifica nel film dandogli un tocco in più) ed è lontano anni luce dai ragazzi che spesso il cinema o la tv ci propongono armati di i-pad e altri accessori teconologici che comunicano solo tramite sms ed email. Dal romano deriva  anche il titolo del film “Scialla” che significa “stai tranquillo” nel gergo dei ragazzi della capitale. La chiave che lega i due soggetti così diversi tra loro è la confessione della mamma di Luca, con cui Bruno ha avuto una relazione in passato, che rivela dopo anni una verità nascosta: Luca é il figlio di Bruno. In più la donna chiede a Bruno di occuparsi di Luca per qualche tempo perché deve allontanarsi per lavoro almeno sei mesi. Ovviamente Bruno non dovrà dire nulla a Luca che resterà ignaro di tutto. La storia è semplice, reale per questo mi piace molto. Da quello che ho potuto assaporare dal trailer  trovo i dialoghi geniali (Bruno accosta la commedia per spiegare la vita al giovane che risponde in tono divertente smontando le sue teorie), i pensieri di uno e dell’altro  si scontrano e incastrano perfettamente con il momento che la società vive. Nello sfondo della storia, infatti, i giorni nostri e tutti i problemi che purtroppo ci sono in un momento come quello che la nostra Italia vive adesso e che colpiscono soprattutto i givani. Vi lasco con il trailer e vi consiglio la visione completa al cinema.

[tube]http://www.youtube.com/watch?v=jLZumzn2sdg&feature=pyv[/tube]

11.14.11

Capelli: corti, cortissimi

Voglia di cambiare? Iniziamo dalla testa con un taglio di capelli corto anzi cortissimo. Alcune idee per trovare il coraggio l’ispirazione che ci serve per dire addio, almeno per un pò, alla nostra folta chioma.

Iniziamo con una bellezza storica come quella di Kate Mosse che qualche anno fa sfoggiava un look da “pulcino” sexy -chic

In questo taglio i capelli sono cortissimi e sbarazzini. Stanno bene a quelle donne che hanno un bel viso, privo di imperfezioni, le eterne bambine dai tratti dolci non troppo marcati.

Un taglio molto simile è quello che sfoggia oggi la giovanissima attrice Emma Watson

Lo stile, che a lei sta benissimo nonostante le regali qualche anno in più, è reso particolare dal chiaro-scuro del colore.

Altro genere, che mi piace tantissimo, è il taglio che porta ultimamente Ashlee Simpson

i capelli, biondissimi, sono sfrangiati e morbidi con le punte lunghe che incorniciano il viso. Ottimo per chi ha un viso sottile, occhi grandi e un bel sorriso. Stile che ricorda Natalie Imbruglia agli esordi con la variante del colore nero.

Per una scelta meno drastica ispirati ad un taglio stile Keira

o Katie Holmes  forse un pò banali ma eleganti e molto femminili.

Ancora indecisa?  Provali tutti con Taz prima di decidere

 

11.14.11

Fan di Julia Roberts si fa tatuare il viso dell’attrice su tutto il corpo

Miljenko Parserisas è un uomo cileno con una passione smodata per l’attrice Julia Roberts. Niente di strano se non fosse che l’uomo si è fatto tatuare nel corso della sua vita il volto dell’attrice per ben 82 volte in tutto il corpo. Immagini e un video testimoniano la scelta folle e bizzarra di quest’uomo. I tatuaggi ritraggono l’attrice in diverse scene dei suoi film e sono costati a Miljenko ben 2500 dollari. L’uomo ha dichiarato di essersi innamorato della bella Julia dopo aver visto il film Erin Brokowich. Per la serie pazzo-pazzo amore.

11.9.11

Come Realizzare Dei Pupazzetti Con I Tappi Di Sughero

Amo realizzare oggettini con materiali che altrimenti dovrei gettare inutilizzati. Ad esempio ho sperimentato la creazione di simpatici pupazzetti colorati utilizzando dei semplici tappi di sughero, qualche ritaglio di stoffa, un pò di colla e semplici colori a tempera.

continua